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Pirola Parola, pronto il programma dell’antica festa

Pronto il programma della Pirola Parola, la rievocazione storica che venerdì 6 gennaio 2017 concluderà le festività natalizie a Noale. Il consiglio direttivo della Pro Loco ha lavorato in queste settimane per definire i dettagli della grande festa dell’Epifania, confermando la scelta di voler puntare in particolare al pubblico delle famiglie.

Oltre alla partecipazione dei carri trainati dai figuranti in costume di Borgo Treviso, Borgo Mestre, Borgo Mirano e Borgo Camposampiero, riconfermata la presenza del gruppo ciclo-storico de I Caenassi che lo scorso anno aveva suscitato grande interesse. La novità della prossima edizione della Pirola Parola sarà però la presenza del gruppo folcloristico della Pastoria di Borgo Furo, con una folta rappresentanza di zampognari e i figuranti che rievocheranno i mestieri di un tempo.

Per i bambini ci sarà una ghiotta anticipazione in piazza Castello con i giochi e le letture animate delle befane.

“Abbiamo lavorato per far sì che la manifestazione possa richiamare un pubblico sempre più numeroso – spiega il presidente Enrico Scotton – coinvolgendo non soltanto l’area della rocca, dove da alcuni anni viene realizzata la grande catasta di fascine di legna, ma anche piazza Castello e piazza XX settembre, perché sia una festa per l’intero centro storico”.

L’inizio della rievocazione è previsto per le ore 15.00 quando da piazza XX settembre partirà il corteo che raggiungerà poi piazza Castello. Da qui, al ritmo della musica suonata dal Corpo Filarmonico, raggiungerà i giardini Beggio e la rocca dove si potrà assistere alla presentazione dei Borghi, al rito dell’accensione della Pirola Parola accompagnati dai canti del gruppo I toca mi, alla lettura del ‘pronostego’ da parte del vate, all’estrazione della lotteria e infine allo spettacolo pirotecnico.

Durante l’intera giornata, in piazza Castello, sarà allestito un mercato di bancarelle in collaborazione con Veneto a Tavola.

I biglietti della lotteria, dal costo di 1,50 euro, sono in vendita presso i rappresentati dei borghi e locali e negozi del centro storico a partire dall’8 dicembre.

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Albero di Natale, nessun atto razzista, solo goliardia

Nessun intento razzista. La sagoma del bambino di colore, uno dei sedici che circondano l’abete natalizio al centro di piazza xx settembre a Noale, trovata il giorno di Natale con la testa tagliata, è frutto di un incidente fortuito. La conferma è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, quando il capitano della contrada di San Giorgio, Ruggero Vettorello, ha ammesso sul suo profilo Facebook che l’atto compiuto nella notte di Natale, quando ignoti avevano preso di mira l’abete attaccando in modo artigianale le bandiere con i colori delle sette contrade, è stato un atto di goliardia. Secondo la versione da lui riportata, un gruppo di giovani contradaioli hanno voluto in questo modo, un po’ eclatante, restituire i vessilli che erano stati rubati nel corso del palio svoltosi a giugno. “Prendiamo atto di quanto scritto pubblicamente da Vettorello – commentano il presidente della Pro Loco Enrico Scotton e dell’Associazione Palio Luigi Fregonese – ovvero che l’azione aveva solamente un intento goliardico. Questo in qualche modo ci solleva dal timore che si potesse trattare di un’azione mossa da altri intenti, e soprattutto cancella ogni matrice razzista, sentimento che non ci pare di respirare qui a Noale”.

I due presidenti, chiudendo l’episodio, invitano i ragazzi autori dell’atto goliardico a presentarsi in piazza il prossimo anno per dare una mano ad addobbare l’albero natalizio che “è e deve rimanere un simbolo di condivisione”.


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L’albero di Natale è e rimane simbolo di condivisione

E’ vero che l’albero di Natale è uno dei simboli che meglio rappresentano le festività natalizie perché, come ha detto Benedetto XVI, con le sue foglie sempre verdi richiama la vita che non muore, ed è vero anche che è proprio sotto l’albero che i bambini trovano i regali portati da Babbo Natale, ma è stato sicuramente un regalo inaspettato e poco gradito quello che è stato trovato sul grande albero di Natale in piazza XX Settembre a Noale.

“Non è sempre facile far comprendere il valore della tradizione, dice  il presidente della Pro Loco Enrico Scotton, e quest’anno il grande albero addobbato in piazza con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale e il coinvolgimento dei commercianti,  era stato pensato e voluto proprio  per regalare ai bambini una atmosfera speciale in cui le mille luci potessero rappresentare speranza, luce, occasione per stare assieme, gioia di una tradizione che testimonia la sacralità della festa ma anche di tutti i bambini del mondo. Era stato pensato per loro ed abbellito con sagome lignee proprio di allegri bambini, continua Scotton, a cui abbiamo lavorato con impegno per mesi, ed il dispiacere maggiore è stato quello di aver trovato una sagoma di un bambino di colore con la testa spezzata. Ogni atto contro il patrimonio culturale (che sia esso artistico, ambientale o paesaggistico) denota sicuramente una mancanza di una coscienza del “bene comune” e una pochezza di cultura ma un gesto che toglie qualcosa a un bambino è maggiormente triste perché evidenzia un buio emozionale e la mancanza di una eredità del passato che toglie il senso di appartenenza al nostro paese”.

Si unisce a queste riflessioni anche il presidente dell’associazione Palio che ha condiviso con la Pro Loco lo stesso stupore nel trovare le bandiere delle contrade appese all’albero con grucce e ferri rudimentali, espressione di un lavoro eseguito forse con l’intento di creare una provocazione o passare qualche messaggio. “Se l’intento era quello di dire qualche cosa, dice il presidente dell’associazione Luigi Fregonese, vorremmo far sapere che questo messaggio non è arrivato perché nessun gesto contro un bambino può essere compreso e tanto meno giustificabile. Il Natale è la festa per cui si costruiscono le tradizioni famigliari che resteranno nella storia dei nostri figli ma questa responsabilità ce l’ha anche un paese nei confronti dei propri cittadini e, quanti lavorano per questo come Pro Loco, Associazione Palio, Commercianti e Comune, lo fanno proprio con lo scopo di lasciare una memoria soprattutto ai bambini che sanno rendere unico il Natale. Aver deturpato l’albero significa aver danneggiato un simbolo. Se invece lo scopo era quello di provare a minare l’armonia tra le varie associazioni, allora ci spiace per chi ci trova invece più che mai uniti nel provare tristezza e pena per chi ha organizzato questo atto”.

Concludono i due presidenti con una riflessione comune. “Chi ha trascorso la notte della Vigilia in piazza a rovinare un simbolo del Natale, sicuramente aveva un vuoto da colmare, aveva una povertà negli affetti famigliari e sicuramente non aveva né una tavola né abbracci e auguri che lo aspettavano. Aver trovato il tempo e aver avuto principalmente questo pensiero proprio la notte del Santo Natale, fa comprendere che il mondo ha bisogno di tutta la nostra attenzione e sensibilità. Ci sono persone che scappano dalla povertà, dalla paura, dal pericolo e dalla guerra e sono costretti a fuggire da quei luoghi che non lasciano speranza di vita. Ci sono persone che potrebbero vivere in pace e far nascere speranza e gioia per tutti i bambini del mondo almeno il giorno di Natale ma che non vedono questa luce nel loro cuore e che pertanto trovano tempo per fare altro. A loro, che non hanno avuto modo di donare e forse ricevere gli auguri di un Buon Natale, Pro Loco e Associazione Palio augurano Buone Feste con la speranza di portare un po’ di quella luce che il Natale è”.


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Omaggio a Lancerotto e Dal Maistro nel quaderno de L’Esde

Lancerotto può dirsi cittadino di Noale? Parte da questa domanda l’articolo della ricercatrice storica Lara Sabbadin pubblicato sul numero del periodico L’Esde fresco di stampa che sarà presentato a Noale mercoledì 7 dicembre su iniziativa della Pro Loco. Il saggio dedicato al pittore, di cui ricorre quest’anno il centenario della morte, prende spunto da quanto scrisse su di lui nel 1988 don Luigi Comacchio, che era stato per un ventennio cappellano all’ospedale di Noale. Si tratta di una lettura che evidenzia alcuni aspetti meno noti della storia di questo importante artista rivalutato agli occhi della critica dopo la partecipazione di alcune sue opere alla mostra trevigiana sull’Ottocento veneto del 2004. Lancerotto è sepolto nel cimitero di San Michele in Isola, in loculo di cui la lapide risulta senza nome alcuno. “Forse – scrive Lara Sabbadin – se dopo un secolo non esiste ancora una pinacoteca a lui intitolata, potrebbe essere un gesto di riconoscimento e rispetto almeno porvi un segno distintivo e di dignità, sottraendo l’avello da un triste anonimato”.

Dopo i saluti del sindaco Patrizia Andreotti e del presidente della Pro Loco Enrico Scotton, interverranno in sala consiliare di Palazzo della Loggia, con inizio alle ore 20.30, anche il prof. Eliseo Carraro, autore di un altro articolo pubblicato sull’Esde dal titolo “Giacomo Dal Maistro. Il cittadino, il poeta, lo storico di Noale” e Mauro Salsone, docente di storia, che si è invece dedicato a raccontare “La vera storia della stazione ferroviaria Noale – Scorzè”. I tre interventi saranno coordinati da Cosimo Moretti, presidente dell’Esde. Al termine dell’incontro la pasticceria Emozioni Golose offrirà a tutti i presenti un brindisi.

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