Evento portante di Noale, frutto della meticolosa riscoperta di questa antica consuetudine e tradizione. È stato rappresentato per la prima volta nel 1996 e da allora la rievocazione storica del Palio indetto nel 1347 dai Tempesta – in occasione della festività della Pentecoste – si tiene ogni anno nel mese di giugno.

La competizione veniva indetta dai signori Tempesta (signori di Noale ed avogari del Vescovo di Treviso) in occasione di vittorie sui nemici, di scampate pestilenze o importanti feste religiose: vi sono varie documentazioni storiche che fanno riferimento al Palio di Noale, datate rispettivamente 1339 e 1347.

Grazie al presidente della Pro Loco Lodovico Martini che incoraggiò questa iniziativa, furono svolte ricerche approfondite che portarono alla definizione delle sette Contrade (ognuna delle quali ha il proprio capitano) e allo studio dei costumi d’epoca, lavoro di grande serietà e professionalità.

Suggestivo è il mercato medievale allestito dalle varie Contrade. I momenti importanti della rievocazione storica sono il corteo con centinaia di figuranti in costume, la corsa del Palio (1600 m), la cerimonia della “Bala d’Oro” riservata alle ragazze diciottenni e l’attesissimo incendio della Torre.

Come vuole la tradizione al vincitore della corsa verrà consegnato il Palio realizzato ogni anno da un diverso pittore Noalese, mentre all’ultimo arrivato viene dipinta la faccia con il carbone.
Dopo la gara, si svolge il pittoresco corteo storico e al termine segue la caratteristica cena medioevale a lume di candela e delle torce.

Il Palio è la manifestazione che coinvolge il maggior numero di noalesi, durante la sfilata storica si arriva a 800 persone partecipanti, bambini, giovani, uomini e donne, anziani, senza nessuna eccezione, sotto la veste di una vera festa di popolo.

Le sette contrade della città dei Tempesta:

Contrada della Bastia

Contrada della Bastia

La bastia era un fortilizio costituito da un terrapieno perimetrale, su cui potevano ergersi palizzate in legno, circondato da un fossato. Venne costruita in un’area a ridosso del centro fortificato di Noale e ora fa parte integrante dell’abitato. Del fortilizio non rimangono tracce se non nel toponimo.

Contrada della Cerva

Contrada della Cerva

Il borgo Cerva prende il nome dall’antica strada omonima. Difeso da una bastia, era punto di riferimento per i casolari sparsi nella campagna circostante.

Contrada del Drago

Contrada del Drago

La contrada del Drago si identifica con l’antico villaggio della “Capelleta”, meglio conosciuto come la “Regola de S. Margarita de la Capelleta”, dipendente dalla pieve di Trebaseleghe e posta sotto la signoria dei Tempesta di Noale. La contrada prende nome dal fiume che l’attraversa: il Draganziolo; fiume di risorgiva che qualche erudito, influenzato dalla sua sinuosità e dal suono del nome, ha propostoscavato dalla coda di un drago.

Contrada del Gato

Contrada del Gato

All’interno del castello esiste una via denominata “Contrada del gatto” che si vuole leggere come traccia dell’esistenza di un ricovero in cui era custodita una macchina da guerra detta appunto “Gato”. Il gatto è costituito da una copertura su ruote che copre un ariete e i soldati che dovevano usarlo. Era utilizzato durante gli assedi per sfondare le porte o aprire brecce nelle mura.

Contrada San Giorgio

Contrada San Giorgio

Ricco di edifici storici, il borgo sorse intorno alla chiesa, all’ospedale militare e al convento di San Giorgio da cui prende il nome. Sviluppatosi lungo la strada verso Mestre si ampliò fino a comprendere il “campardo” sede del mercato.

Contrada San Giovanni

Contrada San Giovanni

Rappresenta l’antico borgo di Briana, da sempre legato alle sorti di Noale. Il nome deriva dalla dedicazione a San Giovanni della parrocchia e della chiesa, istituzioni concesse nel medioevo dal vescovo di Treviso.

Contrada Sant Urbano

Contrada Sant’Urbano

Rappresenta l’antico borgo di Moniego, la cui chiesa dedicata a Sant’Urbano era, nel medioevo, soggetta ai Patriarchi di Aquileia. Tuttavia, per la sua vicinanza a Noale, ne subì le alterne vicende, condividendone anche feste e mercati.


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