Ballata di Giovanni e Fiore

Testo e Musica del M° Giorgio Pressato
testo ispirato al poemetto “Fiore e Giovanni” di Raffaele Roncato

La storia è liberamente tratta da un fatto realmente accaduto nella contea del castello di Noale nel 1332 durante la signoria di Guecello Tempesta. Essa racconta la sfortunata vicenda d’amore di due giovani: lei di nome Fiore di probabili condizioni agiate, lui un povero familius (servo) di nome Giovanni di Padovana, vissuti negli anni Trenta del Trecento. I due ragazzi vennero uccisi con una lancia durante una notte del mese di giugno dal fratello di lei di nome Alberto in un campo presso Fossa di Scorzè. Ad un giovane povero e ad una ragazza di famiglia del ceto più elevato, o viceversa, non era concesso di poter vivere con libertà e fino alle estreme conseguenze la loro storia d’amore. L’amore alla fine vince anche la morte.

Giovanni e Fiore
Coro
Tra le torri erte nell’azzurro
soffia ignaro il tempo
sopra antiche mura.
Su Noale volan due colombe:
parlano dell’amore
di Giovanni e Fiore
Fiore
Vidi di luce il mio primo raggio
in dolce primavera
e tra il fresco grano
la fanciulla madre mi posò.
Tra fiordalisi nata
Fiore fu il nome mio.
Giovanni
Io spinto in plaga di povertà
da amara sorte e ingiusta
cuore ebbi per amare
e sfidando umana crudeltà
io della bella Fiore
prèsemi a innamorare.
Coro
Tra le torri erte nell’azzurro
soffia ignaro il tempo
sopra antiche mura.
Su Noale volan due colombe:
parlano dell’amore
di Giovanni e Fiore
Fiore
Fu il vedere nel suo dolce sguardo
brillare dignità
che tremare mi fece
e sentir del cuore la tempesta.
Sì, di Giovanni famulo
d’amor presi a bruciare.
Giovanni
Della luna al sorridente raggio
teneri fummo amanti
in braccio a oscurità.
Sopra noi un cielo di libertà
per amare e sognare
fino a nuova aurora.
Coro
Su Noale al sommo della notte
soffia un vento antico
e porta antiche voci.
Son di pianto voci e di tormento
echi son del dolore
di Giovanni e Fiore.
Fiore
Ma sul nostro anelo e caldo abbraccio
ombra più nera s’alza
del fratello crudele
la mano armata di lancia uccide
noi sol di vita amanti
noi sol d’amore ardenti.
Giovanni
Breve fu lo scuro della morte
e in abbinato volo
insieme fummo in alto
dove non giunge dell’uomo il gelo.
L’amore eterno vive.
La cupidigia è morte.
Coro
Tra le torri erte nell’azzurro
scorre ignaro il tempo
sopra antiche mura
Su Noale volan due colombe
parlano dell’amore
di Giovanni e Fiore.
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